/ Progetti PTOF / Redazione di Istituto / Approfondimento su elezioni politiche 2018: sistema maggioritario, proporzionale e la legge elettorale Rosatellum

Approfondimento su elezioni politiche 2018: sistema maggioritario, proporzionale e la legge elettorale Rosatellum

Inserito il

Questa mattina le quinte classi del Liceo “Leonardo da Vinci” hanno incontrato la prof.ssa Maria Rosaria Ammaturo, docente di diritto, per approfondire la nuova legge elettorale Rosatellum con cui il 4 marzo 2018 si eleggeranno Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.  All’incontro ha preso parte anche la dirigente scolastica prof.ssa Rosa Roberto ed il rappresentante degli studenti Piernico Simone.

 


 

 

Elezioni politiche 2018: sistema maggioritario, proporzionale e la legge elettorale Rosatellum

La nuova legge elettorale è stata approvata dal nostro Parlamento a fine ottobre 2017 e va a sostituire l’Italicum modificato dalla Corte Costituzionale alla Camera e il Consultellum per il Senato. Non capite di cosa stiamo parlando? Partiamo dalle basi: la legge elettorale è una norma dello Stato con la quale si disciplina il modo in cui i parlamentari – deputati e senatori – sono eletti; in particolare, ci sono due modi, chiamati sistemi elettorali, con cui si stabilisce quali sono i partiti e i candidati che, in base al numero di voti, ottengono un determinato numero di seggi in Parlamento:

  • il sistema proporzionale
  • il sistema maggioritario

Quali sono le differenze principali tra questi due sistemi di voto? Qual è il migliore? E soprattutto cosa prevede Rosatellum bis, la nostra legge elettorale?

Sistema proporzionale: significato ed esempio

Partiamo con la descrizione del sistema proporzionale, che per anni (fino almeno al 1993), è stato il sistema elettorale più usato in Italia. In base a questo sistema di voto, i partiti politici ottengono un numero di seggi in Parlamento – nel nostro caso alla Camera dei Deputati e al Senato – in proporzione al numero dei voti ricevuti. Il sistema proporzionale puro prevede che il territorio nazionale sia diviso in tanti collegi plurinominali, in ciascuno dei quali, cioè, vengono eletti più candidati. Ogni partito, infatti, elabora delle liste di candidati che possono essere tanti quanti sono i seggi in palio in quel collegio elettorale. Gli elettori votano tramite la lista per il partito politico e, se previsto, per il singolo candidato. Una volta effettuato lo spoglio delle schede elettorali i posti in palio in quel collegio vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna formazione politica.

Facciamo un esempio di sistema proporzionale: in un collegio sono previsti 10 seggi e i partiti per cui è possibile votare sono tre (A,B,C). Nel caso A ottenga il 40% dei voti, B 30% e C 10%, il partito A ottiene 4 seggi in Parlamento, B ne ottiene 3 e C solamente 1.

Sistema maggioritario: differenza con il sistema proporzionale

Il sistema maggioritario è quello più antico, in quanto nacque nel ‘600 in Inghilterra ed è ancora il sistema dominante non solo in Gran Bretagna, ma anche negli Stati Uniti, Canada e Australia.

In genere, il sistema maggioritario prevede collegi uninominali, cioè il territorio nazionale viene diviso in tante aree geografiche, chiamate collegi, tanti quanti sono i senatori o i deputati da eleggere. Ogni partito presenta un solo candidato e quello che riceve più voti è quello che ottiene il seggio. Questo sistema elettorale, a differenza del sistema proporzionale, garantisce una maggiore stabilità politica, ma va a penalizzare i partiti di piccole dimensioni, rischiando di minare, in alcuni casi, la base più pura del pluripartitismo su cui si basa la democrazia moderna.

Rosatellum Bis: cosa prevede la nuova legge elettorale italiana

Alle elezioni 2018 del 4 marzo voteremo con sistema elettorale proporzionale o maggioritario? In realtà, la nuova legge elettorale, chiamata Rosatellum Bis, prevede un sistema misto proporzionale e maggioritario, in cui un terzo dei candidati deputati e senatori è eletto in collegi uninominali (un solo candidato per partito/coalizione, il più votato è eletto), mentre i restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale sulla base di liste presentate dai partiti.

Rosatellum collegi uninominali e plurinominali: numero di seggi elettorali in Italia e come sono distribuiti

I 630 seggi elettorali della Camera dei Deputati saranno assegnati nel modo seguente:

  • 232 in collegi uninominali
  • 386 in piccoli collegi plurinominali (circa 65 collegi)
  • 12 nella circoscrizione estero

Il numero di seggi elettorali in Italia riservati al Senato è 315 e saranno invece distribuiti così:

  • 116 in collegi uninominali
  • 193 in piccoli collegi plurinominali
  • 6 nella circoscrizione estero

I 232 candidati più votati in ogni collegio uninominale alla Camera e i 116 del Senato otterranno direttamente il proprio seggio, anche nel caso avessero ottenuto solo un voto in più degli avversari. I collegi elettorali sono stabiliti su base nazionale alla Camera, mentre al Senato sono ripartiti su base regionale, come previsto dalla Costituzione italiana.

QUANDO SI VOTA

I seggi sono aperti solo domenica 4 marzo 2018 dalle 7 alle 23. Per la prima volta da 16 anni a questa parte non si vota in due giorni per le politiche. Lo stesso orario e gli stessi giorni valgono anche per le regionali in Lazio e Lombardia che sono state unite alla giornata delle elezioni politiche nazionali.

COME SI VOTA

Si vota tracciando una croce, con la matita copiativa fornita dal seggio, sul nome del candidato all’uninominale o del partito scelto. Un voto per la Camera (dai 18 anni) e uno per il Senato (dai 25 anni). La scheda per la Camera è rosa, quella per il Senato gialla.                                           Se si barra il simbolo, si vota la lista e anche il candidato all’uninominale collegato. Se si mette la croce sul nome del candidato all’uninominale, il voto passa anche alla lista. Se ci sono più liste nella coalizione la ripartizione avviene in proporzione ai voti ottenuti da ciascun partito nel collegio.                                                                      Si possono anche barrare nome del candidato e simbolo del partito.    Non bisogna scegliere uno dei candidati del listino che è bloccato, sono eletti in ordine di presentazione in base ai voti ottenuti.

NO AL VOTO DISGIUNTO

Con la nuova legge elettorale non è possibile il voto disgiunto cioè scegliere un partito e il candidato di un altro.

LE PLURICANDIDATURE

I nomi di alcuni candidati compaiono più volte. La stessa persona può presentarsi in un collegio uninominale e in collegi plurinominali, fino a 5, per la parte proporzionale. Così i leader e i nomi più noti attraggono voti in più regioni e hanno più possibilità di essere eletti anche se perdono la sfida diretta nell’uninominale.

COSA SERVE PER VOTARE

Come sempre per votare bisogna presentarsi al seggio con la tessera elettorale e un documento di riconoscimento valido.

Chi non avesse più la tessera elettorale o avesse esaurito gli spazi a disposizione per il timbro può farla rinnovare all’ufficio elettorale del Comune di residenza. Gli uffici sono aperti nei giorni del voto per le sostituzioni dalle 7 alle 23, come i seggi, e nei giorni precedenti dalle 9 alle 18.

IN CABINA

Nella cabina non si possono portare cellulare e armi. Non si possono fare foto o riprese all’interno. Si entra da soli a votare ad esclusione di chi è fisicamente impedito e ha certificato a dimostrarlo. L’accompagnatore di un disabile non ne può portare altri.

IL TAGLIANDO ANTIFRODE

Usciti dalla cabina gli elettori non dovranno inserire la scheda nell’urna immediatamente, ma dovranno consegnarla al presidente di seggio. Il Rosatellum ha introdotto infatti il tagliando anti frode. Al momento della consegna della scheda prima del voto i responsabili del seggio segneranno il numero di codice della scheda. All’uscita dalla cabina il codice sarà confrontato con quello sulla scheda. Se coincidono, quello sulla scheda verrà tolto e quindi il voto, anonimo, finirà nell’urna. Questo sistema serve a evitare che arrivino schede aggiuntive, compilate fuori dalla cabina, e che ne escano dal seggio.

SCRUTINIO

I primi exit poll arriveranno a seggi chiusi, dopo le 23, e a seguire ci saranno le proiezioni. Alla chiusura delle urne parte lo scrutinio. Prima le schede del Senato e poi quelle della Camera dei deputati. Lo scrutinio delle schede delle regionali avverrà invece lunedì 5 marzo alle 14.

 

 

 

Top

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi