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Il nuovo Esame di Stato: il punto di vista di studenti e professori

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La nuova riforma degli Esami di Stato del 2019 ha costretto gli alunni delle classi quinte a cambiare i propri progetti per la preparazione agli Esami. La prima prova di Italiano tratterà tre tipologie: due tracce di analisi e interpretazione di un testo letterario Italiano, che nella simulazione erano “Patria” di Giovanni Pascoli e poi un testo di Elsa Morante; tre tracce per la tipologia B di analisi e produzione di un testo argomentativo sulla base di un testo già dato, che nelle simulazioni erano un testo su Arnaldo Marmigliano “L’importanza dello storico”, un testo sui diritti umani e il villaggio globale; mentre nella tipologia C c’è una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche d’attualità, nelle simulazioni era presente una riflessione di Giacomo Leopardi sul fine della felicità preso dallo “Zibaldone” e uno sulla fragilità. La seconda prova varierà a seconda delle scuole, per il liceo scientifico ci sarà una prova mista di matematica e fisica. Gli orali non consisteranno più nell’esposizione della tesi ma nell’organizzare un discorso globale trattando dell’argomento estratto dalle buste. Viene abolito il tanto temuto quizzone per fare spazio alla Prova Invalsi che avrà un grande peso sulla valutazione finale, che saranno di Matematica, Italiano e Inglese. Sono stati intervistati i docenti e gli alunni per avere una loro opinione sui nuovi Esami di Stato. La referente dei corsi di aggiornamento per i professori sui nuovi Esami, la docente di matematica e fisica Palasciano del Liceo “Da Vinci”, ci riferisce che le competenze del ragazzo non devono essere banalizzate ma anzi è necessario valutare le competenze dello studente cercando di metterlo a proprio agio. La professoressa di Italiano Giulia Loperfido ritiene che forse si sarebbe dovuto aspettare un anno per dare la possibilità ai ragazzi di prepararsi al nuovo tipo di Esami di Stato, ma è soddisfatta della riforma della prima prova perché ritiene che i ragazzi possano destreggiarsi di fronte alle sette prove proposte avendo la possibilità di esprimersi al meglio riguardo argomenti che hanno studiato durante il percorso scolastico. Per quanto riguarda le Prove Invalsi ritiene che non ci sia nulla di preoccupante in quanto i ragazzi sono già allenati ad affrontare prove di questo tipo. Per gli orali la professoressa esprime perplessità in quanto lo studente deve essere in grado di organizzare un discorso organico di circa trenta minuti che comprenda il percorso dell’alternanza scuola-lavoro e le nozioni apprese riguardo a cittadinanza e costituzione. Anche i ragazzi concordano con gli insegnanti e sono rimasti titubanti per le tempistiche di preparazione agli Esami, in quanto devono affrontare anche i test per la patente e per la preparazione ai test universitari che occupano al giorno d’oggi molto tempo e risultano essere più onerosi da affrontare perché presentano in alcuni, come nello specifico i test di medicina, argomenti molto spesso non affrontati durante gli anni del liceo e pertanto richiedono una preparazione parallela e personale agli studi scolastici.

 

Leo Claudio Martino, Loparco Giovanni Marco, Montanaro Alessandro 4^B

Redazione di Istituto

IIS “L. da Vinci – Agherbino”

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